Sestiere di CANNAREGGIO

PERCORSO CONSIGLIATO:
Partenza: Piazzale della Stazione.
Da Piazzale della Stazione, Rio Terà San Lista di Spagna,
Campo San Geremia (da vedere Palazzo Labia), Salizada San Geremia, Ponte delle
Guglie, Fondamenta di Cannaregio, a 100 m. sulla destra imboccare Calle del
Ghetto Vecchio, Campo del Ghetto Nuovo, Fondamenta degli Ormesini subito Calle
della Malvasia - ponte, Calle del Capitello, Campo Sant'Alvise (da vedere Chiesa
di Sant'Alvise), tornare indietro per Calle Capitello, Fondamenta della Sensa a
sinistra proseguire fino a Calle Loredan (a sinistra) - ponte, Fondamenta
Madonna dell'Orto (da vedere Chiesa della Madonna dell'Orto), Fondamenta Gasparo
Contarini (vista sulla laguna), Corte Vecchia, Fondamenta dell'Abbazia (da
vedere Scuola Vecchia Misericordia e Chiesa di Santa Maria Val Verde), Ponte
della Misericordia, Fondamenta San Felice, Campo San Felice, Strada Nuova, Campo
Santi Apostoli, a sinistra Salizada del Pistor, Rio Terà dei Franceschi, Rio
terà SS. Apostoli, Rio terà Barba Fruttariol, Salizada Borgato, Salizada
Seriman, Campo dei Gesuiti (da vedere Chiesa dei Gesuiti).
Arrivo: Fondamente Nuove (fermata ACTV
).
INTRODUZIONE
Il sestiere di
Cannaregio, parte nord occidentale di Venezia, si estende dal Canal Grande fino
alla Laguna. Il sestiere si divide storicamente in due parti. Una più antica
che si affaccia sul Canal Grande con i suoi palazzi, e l'altra di costruzione più
recente (soprattutto '600-'700) e più popolare. È una parte di città ancora
oggi densamente popolata.
Per molti turisti Cannaregio è conosciuto essenzialmente per la lunghissima
"Strada Nuova" che essi percorrono per recarsi dalla Stazione a Rialto
- San Marco.
L'itinerario propone un percorso alternativo che suggerisce, oltre alla visita
delle principali chiese, alla passeggiata tra calli e fondamente, alcuni punti
per osservare la laguna da scorci panoramici davvero spettacolari.
CAMPO SAN GEREMIA E
PALAZZO LABIA
Partiamo dalla Stazione ferroviaria di Santa Lucia.
Localizzazione: fermate ACTV
linee 1, 82, 41-42, 51-52,
71-72, 3, 4 e il servizio notturno N.
Imboccare la Lista di Spagna fino ad arrivare in Campo San Geremia. Spostandosi
verso il centro del campo, proprio di fronte si può ammirare l'imponente
PALAZZO LABIA costruito tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo. La
famiglia Labia, ricchi mercanti catalani, spesero ingenti risorse
nell'arredamento del Palazzo, assoldando i migliori artisti dell'epoca, tra i
quali GB. Tiepolo. Suo è infatti il grande ciclo dedicato alle storie di
Cleopatra nel salone da ballo (Trionfo di Apollo sul soffitto e sulla parete
possiamo ammirare l'incontro di Antonio e Cleopatra e il Banchetto di
Cleopatra).
Attualmente una parte del palazzo è sede della RAI ma il ciclo del Tiepolo è
visitabile su prenotazione.
Visita al Salone del Tiepolo, Palazzo Labia, Cannaregio 257 - tel.
041781277-781203. Su prenotazione Mercoledì, Giovedì, Venerdì 15-16. Ingresso
gratuito senza guida.
IL PONTE DELLE
GUGLIE E IL GHETTO
Lasciato il Campo San
Geremia ci inoltriamo per zone più tranquille e più caratteristiche di
Venezia. Il primo ponte che si incontra è il PONTE DELLE GUGLIE, costruito nel
1580 a sostituzione di una struttura in legno. Il nome deriva dai quattro
obelischi posti sulle balaustre posti nel 1823 con l'ultimo restauro.
Prima di iniziare la visita del Ghetto un'occhiata al PONTE DEI TRE ARCHI che si
incontra proseguendo per la Fondamenta di Cannaregio. Altro ponte molto
particolare che prende nome dalla sua struttura ad archi, opera di Andrea Tirali
(1688) e restaurato nel 1794.
Tornando sui nostri passi e imboccando la Calle del Ghetto vecchio si accede al
GHETTO veneziano, dove dal 1516 (secondo una legge del Senato della Repubblica)
al 1797 venne stabilita la residenza coatta degli ebrei, piccola insula,
circondata da un anello d'acqua e chiusa da alti edifici. L'impossibilità della
comunità ebraica ad espandersi nel tessuto cittadino (dal 1516 alla caduta
della Serenissima questo è stato luogo di residenza coatta per gli ebrei) e
alcune norme legate alla loro tradizione rendono questi edifici i più alti
della città. Vi prospetta il Museo Ebraico che raccoglie interessanti esempi
dell'arte ebraica veneziana dei sec. XVII-XIX. Nel compatto tessuto edilizio del
Ghetto, piccole cupole segnalano la presenza di sinagoghe, dette anche Scuole,
per l'insieme di funzioni assolte. La più fastosa è la Scuola Levantina nel
Ghetto Vecchio, fondata nel 1538 e rinnovata nel '600 forse su progetto di
Baldassarre Longhena.
La particolarità del luogo è determinata dagli edifici molto alti a più piani
per poter accogliere il maggior numero di persone.
Un'occhiata al Museo Ebraico è d'obbligo vista l'importanza che questa comunità
ha avuto per Venezia.
Visita al Museo Ebraico, Cannaregio 2902/B; tel. 041 715359. Orari:
Giugno-Settembre dalla domenica al giovedì 10-19; il venerdì 10-17. Orari
Ottobre-Maggio dalla domenica al venerdì 10-16.30. Chiuso il sabato. Entrata
2,50 €.
SANT'ALVISE E LA
CHIESA DELLA MADONNA DELL'ORTO
Seguendo le indicazioni iniziamo la visita della zona nord di
Venezia. In questa zona, addentrandosi senza timore nelle calli, è possibile
raggiungere alcuni punti per osservare la laguna. Ad esempio dal Campo
Sant'Alvise seguendo le indicazioni per l'imbarcadero dell'ACTV (calle della
Rotonda o Calle longa Canossiane) si arriva in uno spiazzo molto ampio che si
affaccia sulla laguna.
Tornando verso Campo Sant'Alvise suggeriamo di visitare la CHIESA DI SANT'ALVISE
di origine trecentesca.
Prospetta in un solitario campo-sagrato; custodisce all'interno (rimaneggiato
nel '600) dipinti di G. B. Tiepolo, tra cui una pregevole Salita al Calvario
(1743) alla parete destra del presbiterio. La navata conserva dell'originaria
struttura uno dei primi esempi di barco (coro pensile delle monache), sorretto
da colonne, che comunicava direttamente con il convento adiacente. Alvise è la
forma veneziana del nome Luigi, vescovo di Tolosa a cui la chiesa è dedicata.
In qualche minuto si raggiunge anche la bellissima CHIESA DELLA MADONNA
DELL'ORTO. Eretta nel corso del sec. XV, originariamente dedicata a San
Cristoforo (il titolo attuale risale al Trecento quando, secondo la tradizione,
fu rinvenuta una statua della Vergine con il bambino in un orto della zona), si
affaccia su un piccolo campo-sagrato di suggestiva bellezza.
Nella facciata in cotto con elementi romanici, gotici e rinascimentali, ornata
di statue, si apre un portale gotico-rinascimentale; il campanile
quattrocentesco termina con un cupolino a bulbo aggiunto da Bartolomeo Bon nel
1503. L'interno, a tre navate, custodisce dipinti di Jacopo Tintoretto, sepolto
nel 1594, nella cappella a destra del presbiterio: nella navata destra,
Presentazione di Maria al tempio (1552); nella 4ª cappella a sinistra, S.
Agnese risuscita Licinio (1579 c.); grandi tele nel presbiterio (Giudizio
universale e Adorazione del vitello d'oro, 1546 c.). L'artista abitava a poca
distanza da qui, oltre il canale, lungo Fondamenta dei Mori. Inoltre all'interno
vi sono: al 1º altare destro, S. Giovanni Battista di Cima da Conegliano (1493
c.); nella rinascimentale cappella Valier, la 1ª della navata sinistra, Madonna
col Bambino di Giovanni Bellini (trafugata nel 1993).
Proseguendo per la Fondamenta dell'Abbazia, all'altezza del ponte affacciatevi
al parapetto per un altro scorcio di laguna.
LA CHIESA DELLA
MISERICORDIA
In uno dei campi più caratteristici e silenziosi si Venezia, Campo
dell'Abbazia, troviamo la Chiesa dell'Abbazia della Misericordia con a fianco la
Scuola Vecchia della Misericordia.
La chiesa, con l'attigua abbazia, fu fondata nel sec. X (chiamata anche Santa
Maria di Val Verde), fu poi ricostruita nel sec. XIII e più volte
ristrutturata. In angolo con la barocca facciata (rifatta nel 1651-59), sul
campo che conserva ancora l'originaria pavimentazione in cotto, si innesta il
quattrocentesco prospetto della Scuola Vecchia di S. Maria della Misericordia,
eretta nel 1310 e più volte ampliata. I due angeli sull'architrave del portale
sono l'unico resto di un rilievo di Bartolomeo Bon oggi conservato al Victoria
and Albert Museum di Londra. Tra le vicissitudini della Scuola divenne proprietà
di un pittore, Italico Brass, che la restaurò e la scelse come centro di
importanti rassegne d'arte
Poco distante è la Scuola Nuova di S. Maria della Misericordia, costruita su
disegno di Jacopo Sansovino tra il 1534 e il 1583, ma rimasta incompiuta.
Quest'ultima è un ampio edificio, costruito per soddisfare il crescente numero
di adesioni alla confraternita nel XVI secolo. Per molti anni sede dell'Archivio
comunale e di una Società sportiva.
LA STRADA NUOVA E
LA CHIESA DEI SS. APOSTOLI
Dopo aver percorso la fondamenta di San Felice percorriamo
brevemente la Strada Nuova per una visita alla CA' D'ORO, la massima
espressione, insieme a Palazzo Ducale, del gotico fiorito a Venezia. Costruito
su commissione della famiglia Contarini, fu costruito in forme gotiche da
Bartolomeo e Giovanni Bon e Matteo Raverti (1422-40). Il palazzo deriva il nome
dalle dorature che ornavano la facciata sul Canal Grande; questa, rivestita di
marmi policromi, presenta un portico terreno su colonne, due aeree logge ad
archi intrecciati, graziosi balconi ed un'originalissima merlatura. E' un
singolare e suggestivo esempio di ispirazione orientale tipica dell'architettura
gotica veneziana del '400; lo si nota dall'ideazione di motivi architettonici,
dal lusso dei marmi, dalle splendide policromie e dorature, ora svanite.
E' probabile che nell'idea originaria, ricollegandosi al tradizionale tipo di
palazzo veneziano, la costruzione avesse dovuto presentarsi composta del corpo
centrale affiancato da due ali minori. Invece troviamo solo l'ala destra, forse
per mancanza di spazio.
Dopo varie vicissitudini e restauri il palazzo divenne proprietà della famiglia
Franchetti.
Nel 1916 il palazzo fu donato, assieme alla propria collezione d'arte, allo
stato italiano e divenne il primo fondo della Galleria Giorgio Franchetti. La
Ca' D'Oro venne trasformata in museo nel 1927: la collezione, oltre ad arredi,
arazzi e monete conta alcune opere di rilievo di Tiziano, Carpaccio, Mantegna,
Giorgione, Cima ed altri.
Visita alla Galleria Franchetti, tel. 0415238790. Orario: Lunedì
8.15-14.00, da martedì a domenica dalle 8.15-19.15. Entrata 3,50 €, riduzione
2,00 €. Ragazzi fino ai 18 anni ingresso gratuito.
Proseguendo per la Strada Nuova in pochi minuti si raggiunge CAMPO SS. APOSTOLI
con la CHIESA ristrutturata nel 1575, forse su progetto di Alessandro Vittoria,
che conserva, all'interno, la rinascimentale cappella Corner, attribuita a Mauro
Codussi (1499), con apparati scultorei forse di Tullio Lombardo (sec. XVI) ed
una pala di G.B. Tiepolo (Comunione di S. Lucia, 1748 c.). Nella cappella a
destra del presbiterio, frammenti di affreschi trecenteschi bizantineggianti; in
quella a sinistra, Angelo custode, dipinto di Francesco Maffei (sec. XVII).
LA CHIESA DEI
GESUTI E LE FONDAMENTE NUOVE
Torniamo indietro verso Campo SS. Apostoli per terminare il
nostro Itinerario. Lasciandoci alle spalle il campo SS. Apostoli, imboccare la
calle larga denominata Salizzata del Pistor e seguire scrupolosamente il
percorso suggerito fino a che non si aprirà, davanti a voi, un ampio campo, il
Campo dei Gesuiti. Attraversatelo tutto in direzione laguna. Prima della chiesa,
sulla vostra destra noterete l'Oratorio dei Crociferi. Esso fu probabilmente
fondato verso la metà del XII secolo, da un piccolo gruppo di frati dell'Ordine
dei Crociferi proveniente da Roma, che svolse a Venezia una funzione sociale
altamente utile nel campo dell'assistenza ai malati e dell'ospitalità ai
pellegrini.
In epoca cinquecentesca una serie di ristrutturazioni culminò nella decorazione
dell'oratorio affidata a Jacopo Palma il Giovane che la realizzò tra il 1583 ed
il 1592. Negli otto teleri che occupano tutte le pareti sono raffigurate con
forte realismo le vicende legate alla storia dell'Ospedale e dell'Ordine ed
alcuni momenti della tradizione cristiana, momenti liturgici a cui costoro erano
particolarmente devoti.
Per la visita: da Aprile a Ottobre il giovedì/venerdì/sabato 10.00-12.00
mentre da Novembre a Marzo apertura straordinaria su prenotazione.
Il costo del biglietto d'ingresso all'Oratorio dei Crociferi (Campo dei Gesuiti)
è di Lire 2,00 € e comprende la visita guidata del ciclo pittorico in più
lingue. Per informazioni tel. Associazione Sant'Apollonia 0412702464; e-mail asa@patriarcato.venezia.it.
Qualche metro più in là incontriamo la baroccheggiante CHIESA DEI GESUITI.
Originariamente denominata chiesa dei Crociferi venne ricostruita tra il 1715 e
il 1730 dai Gesuiti (l'ordine religioso che subentrò ai Crociferi), con una
facciata barocca elaborata su modelli romani. La chiesa, dedicata a S. Maria
Assunta, ha uno sfarzoso interno decorato con intarsi di marmo e stucchi bianchi
e oro. Al primo altare sinistro, Martirio di S. Lorenzo, opera firmata di
Tiziano (1558); all'altare del transetto sinistro, Assunta, opera giovanile di
Jacopo Tintoretto.
L'itinerario si conclude alle FONDAMENTE NUOVE dove ci si potrà riposare
godendosi la laguna settentrionale, le isole di San Michele e Murano.
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