MUSEI E PALAZZI PRINCIPALI DA VISITARE A VENEZIA 
| Palazzo
Ducale Sede: San Marco 1 30124 Venezia Telefono: 041 5224951 Fax: 041 5285028
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Il
Palazzo Ducale è un esempio meraviglioso di architettura gotica! Fu
costruito con i materiali importati dalle colonie della Repubblica
veneziana. Riprende mille anni di storia: quelli della magnificenza della Serenissima Repubblica. E' stato il centro dell'esecutivo e le grandi e ricche sale lo testimoniano:"la Sala del Maggior Consiglio", la "Sala del Senato" e "la Sala del Collegio". È possibile vedere le pitture famose di Tintoretto, di Tiziano e di Veronese e fare un giro delle prigioni antiche in cui Casanova "ha vissuto" per molti anni prima dell'esilio (si dice che abbia bevuto un caffè al Cafe Floriàn prima di lasciare Venezia). |
Orario:
9.00-17.30 Biglietti: 8,50 €/6,50 € lo stesso biglietto è valido anche per il Museo Correr |
| Il campanile di San Marco Piazza San Marco
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Costruito
identico al precedente dopo il crollo avvenuto nel 1902 (questa era stata
la volontà della popolazione di Venezia). Anche "la Loggetta del
Sansovino" venne distrutta e ricostruita identica nel 1904. Ill Campanile offre un'occasione unica per ammirare Venezia dall'alto: tetti, chiese, palazzi e il Canal Grande. Suggeriamo di salire con il bel tempo. Se siete fortunati si vedono oltre alla Laguna anche le alpi. |
Orario:
9.30-18.30 Biglietti: 3,50 €/2,00 € Telefono: +39.041-5224064 |
| La basilica di San Marco Piazza San Marco
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È certamente il simbolo di Venezia, con più di due chilometri quadrati dii mosaici, esso contiene tesori inestimabili come "la Pala d'Oro ", capolavoro dell'arte orafa Gotico-Bizantina, vetri preziosi, anfore, tazze e abiti da cerimonia liturgica. Si sono da poco conclusi i lavori di restauro e ripristino dei marmi multicolore all'interno della basilica | Orario:
10.00-17.00 Biglietti: Pala d'Oro 2,00 €/1,00 € Il Tesoro: 2,00 €/1,00 € Telefono: +39.041-5225697 |
| La
Torre dell'Orologio Sede: Piazza San Marco 30124 Venezia Telefono: 041 5224951
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Attualmente
in restauro Riapertura prevista entro il 2004. In Piazza San Marco, è una delle più originali costruzioni dell’architettura veneziana del primo Rinascimento. Il prezioso meccanismo dell’orologio è stato recentemente restaurato, mentre sono programmati i lavori sull’edificio che si concluderanno presumibilmente entro il 2004, rendendo di nuovo la torre accessibile a piccoli gruppi con accompagnatore. |
Orario:
attualmente in restauro Biglietti: -- € |
| Sale
Monumentali della Biblioteca Marciana (Libreria Sansoviniana) Sede: Piazzetta S. Marco n. 13/a 30124 Venezia Telefono: 041.2407223 Fax: 041.5238803 |
L'edificio
della Libreria, opera di Jacopo Sansovino, fu eretto dal 1537 al 1553,
limitatamente alle prime sedici arcate. L'opera di decorazione si
protrasse fino al 1560. Nel 1588 Vincenzo Scamozzi intraprese la
costruzione delle ultime cinque arcate verso il molo. La costruzione è a
un solo piano, oltre al terreno. Le arcate del piano terreno sono di odine
dorico; sopra, una trabeazione dorica alterna triglifi e metope; sopra
ancora si apre l'ordine ionico del loggiato, sovrastato a sua volta da un
ricco fregio in cui si susseguono putti e festoni di fiori e frutta. Nei
sottarchi, una ricca decorazione scultorea. Sul coronamento, una balaustra
sormontata da statue di divinità classiche, opera di Alessandro Vittoria
e di altri noti artisti. Dal portale, ornato da due cariatidi ideate dal Vittoria, si accede ad uno scalone decorato da stucchi del Vittoria e da pitture di Battista Franco e Battista Dal Moro. All'interno della Libreria si accede per una nobile scala a due rampe, con soffitto a volta e ripiani a cupola. Nei riquadri della volta e nelle cupole dei pianerottoli si alternano rilievi a stucco, dovuti ad Alessandro Vittoria, e affreschi di Battista Franco (nella prima rampa) e di Battista del Moro (nella seconda). L'opera risale ad anni intermedi tra il 1553 (data che si è di recente trovata incisa in un riquadro) e il 1559; quindi anteriore alla Scala d'Oro di Palazzo Ducale. Vi si esprime un complesso disegno iconografico, che allude ad un processo ascensionale dello spirito, in una prospettiva neoplatonica; l'uomo condizionato dai pianeti e dagli elementi (prima rampa), giunge attraverso l'esercizio della virtù (seconda rampa) alla sapienza, raffigurata al culmine della scala, con il libro e il cerchio, simbolo dell'eternità. Lungo la scala sono collocate sei colonne romane di marmi rari, provenienti dalla Basilica di S. Maria in Cannedolo di Pola. Al primo piano si nota nell'andito, a sinistra, uno dei rarissimi esemplari rimasti della magnifica veduta di Venezia a volo d'uccello di Jacopo de' Barbari (anno 1500), capolavoro d'arte e insieme riproduzione, di assoluta precisione, della reale forma della città. Le rilevazioni e l'incisione furono eseguite da una squadra di tecnici, organizzata dal mercante tedesco Anton Kolb. Il pittore Jacopo de' Barbari curò la decorazione. Nella cupola del soffitto, stucchi e riquadri raffiguranti la musica, allusione all'armonia cosmica. Il Vestibolo venne concepito dal Sansovino come sala destinata a lezioni di materie umanistiche, rivolte a patrizi e cittadini. Nel 1587 il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani decise di donare alla Repubblica la sua raccolta di statue e rilievi antichi, soprattutto greci; e il luogo prescelto per riporre la preziosa collezione fu il Vestibolo, che venne così trasformato - su disegno del patriarca stesso e di Vincenzo Scamozzi - in Museo Statuario della Repubblica. Nella sala trovarono una pittoresca collocazione circa duecento pezzi marmorei, sistemati in modo da ricreare una sorta di foro antico. Nel 1811, per volontà napoleonica, la sala fu sgomberata. Oggi rimangono sul posto solo pochi pezzi, tutti di arte romana. Gli altri sono conservati al Museo Archeologico di Venezia. Il soffitto ricoperto da un colonnato, pittura "trompe-l'oeil" di Cristoforo e Stefano Rosa (1559 ca.); al centro La Sapienza di Tiziano Vecellio (1560). Attraverso un nobile portale si accede alla sala della Libreria, il vero cuore dell'edificio, costruito appositamente per ospitare la raccolta libraria della Repubblica. Tale raccolta era allora costituita dalla biblioteca del cardinale Bessarione, da lui donata a Venezia nel 1468. I suoi preziosissimi codici (circa mille, in buona parte greci) vennero qui collocati nel 1560 ; nel periodo di attesa, tra la donazione e l'apertura al pubblico della Libreria, essi erano stati conservati nel Palazzo Ducale e poi nella Chiesa di S. Marco. Il soffitto venne ornato di pitture tra il 1555 e il 1559 : una decorazione a grottesche, su fondo d'oro, dovuta a Battista Franco, e ventuno tondi, opera di sette pittori, i più moderni del momento. I primi tre tondi (a partire dall'ingresso), quelli di Giovanni De Mio detto Fratina (da destra: Natura, Pallade, Giove; La Teologia davanti agli Dei; La filosofia naturale) sono i più lontani dalla pittura tradizionale veneziana, sia per la prevalenza del disegno, sia per il colore bruno e freddo. Giuseppe Porta detto il Salviati (seconda sequenza di tondi, da destra: La Virtù sprezza la Fortuna; Arte, Mercurio, Plutone; Pallade, Ercole) e Battista Franco (terza sequenza di tondi; da destra: Agricoltura, Pomona, Cerere e Vertumno; Diana e Atteone; La Sollecitudine, la Fatica e l'Esercizio) appaiono legati alla loro formazione romanistica. Giulio Licinio (quarta terna di tondi, da destra: La Vigilanza, la Pazienza; La Gloria e la Beatitudine; il terzo tondo, La Scultura, venne rifatto nel 1635 da Bernardo Strozzi) subisce l'influenza di Tiziano e quella del Franco. Giovanni Battista Zelotti (quinta sequenza di tondi, da destra: Le Matematiche; Buone abitudini, Virtù ; l'ultimo tondo, Nilo, Atlante, Geometria e Astrologia opera del Padovanino, eseguita nel 1635) tenta di misurarsi con il Veronese, ma questi (penultima sequenza di tondi, da destra: L'Onore; L'Aritmetica e la Geometria; La Musica) trionfa con la felicità dei suoi colori con cui, come scrive il Ridolfi "secondò la gioia, rese pomposa la bellezza, fece più festevole il riso". La fluidità cromatica di suggestione tizianesca degli ultimi tre tondi di Andrea Meldolla detto lo Schiavone (Il Governo; Il Sacerdozio; Le Armi) chiude il ciclo, il cui disegno iconografico richiama da una parte le possibili attività che si aprono al patrizio o al cittadino al servizio della Repubblica, dall'altra le discipline che rappresentano gli elementi costitutivi del sapere. Due tondi, rovinati dalla pioggia, furono rifatti nel 1635: sono quelli del Padovanino e di Bernardo Strozzi. Gli artisti del soffitto, che erano stati scelti dai Procuratori di San Marco, d'accordo col Sansovino e con Tiziano, dichiararono unanimi che il migliore tra loro era stato il Veronese; e i Procuratori donarono a quest'ultimo, in segno di gratitudine, una catena d'oro: cos narra il Ridolfi, che vide la catena in casa di un nipote del Veronese. Alle pareti vennero collocati, tra il 1562 e il 1572, numerosi ritratti di antichi Filosofi per ricreare un ambiente simile a quello delle biblioteche dell'antichità. A questo ciclo partecipò anche il grande escluso dal ciclo del soffitto, Tintoretto, che peraltro era gi stato attivo nella decorazione del Vestibolo, con tele oggi disperse in varie collezioni. I due Filosofi al lato del portale sono di Paolo Veronese. Sulla sinistra, i primi due sono dello Schiavone. Seguono quattro Filosofi di Tintoretto (il più ammirato di essi era un tempo Diogene, il penultimo della parete). Del Tintoretto sono anche i due sulla parete di fondo (ma per quello di destra vi sono incertezze). Sulla parete destra, verso la piazzetta: La Fede, di Benedetto Caliari; Prometeo, di Giuseppe Porta detto il Salviati (ma la testa rifatta da Pietro Vecchia); un Filosofo del Salviati; uno del Franco; uno di Lambert Sustris; La Carità di Benedetto Caliari. |
Orario:
9-17 Biglietti: -- € |
| Museo
Correr Sede: Piazza San Marco n. 52 30124 Venezia Telefono: 041 5225625 Fax: 041 5200935
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Ha
sede negli spazi dell’Ala Napoleonica di Piazza San Marco e, in parte,
delle Procuratie Nuove. Nato dalla collezione che Teodoro Correr lasciò alla città nel 1830, offre vari percorsi di visita: dalle sale neoclassiche, con le importanti sculture di Antonio Canova , alle raccolte storiche sulle istituzioni, le vicende urbanistiche, la vita quotidiana della città, via via fino alla pinacoteca, una delle rassegne più ricche e suggestive della pittura veneziana dalle origini al primo Cinquecento, che comprende opere di Lorenzo Veneziano, dei Bellini, di Carpaccio, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Lorenzo Lotto, proposte in un suggestivo allestimento di Carlo Scarpa. Fondamentali i servizi scientifici annessi al Museo: la Biblioteca d’Arte e storia Veneziana, con la ricchissima collezione di codici e documenti d’archivio, il celebre Gabinetto di Stampe e Disegni , l’Archivio fotografico, il Centro per la catalogazione e produzione multimediale. E’ incluso nel percorso integrato, con biglietto unificato, de I MUSEI DI PIAZZA SAN MARCO, assieme a Palazzo Ducale, al Museo Archeologico Nazionale e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. Ingresso per il pubblico: Piazza San Marco, Ala Napoleonica, Scalone monumentale. |
Orario:
9-18 Biglietti: 8,00 €/5,50 € |
| Ca' D'Oro
e Galleria Giorgio Franchetti Sede: Cannaregio, 3933 30131 VENEZIA Telefono: 041/523.87.90 Fax: 041 522.23.49
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La Ca' d'Oro, casa-fondaco costruita da Giovanni e Bartolomeo Bon per Marino Contarini tra il 1422 e il 1440, è stata restaurata e donata allo Stato nel 1916 insieme alla propria collezione d’arte dal barone torinese Giorgio Franchetti. Il nucleo originario delle opere donate è stato subito incrementato da depositi demaniali e da altre acquisizioni e acquisti di raccolte private: oggi vi sono esposti dipinti italiani e stranieri, marmi, bronzi, affreschi staccati, ceramiche e medaglie soprattutto dei secoli XV – XVIII. Da segnalare il 'San Sebastiano' di Andrea Mantegna, il 'doppio ritratto' di Tullio Lombardo, l’'Annunciazione' e il 'Transito della Vergine' del Carpaccio per la scuola degli Albanesi, gli affreschi del Fontego dei Tedeschi del Tiziano e due 'vedute' di Venezia di Francesco Guardi, oltre alla vera da pozzo in marmo di Verona scolpita da Bartolomeo Bon. La contigua Ca’ Duodo è stata acquistata dallo Stato per collocarvi le sale con l’allestimento delle ceramiche, i laboratori di restauro, il laboratorio didattico e l’aula per le conferenze. | Orario:
8.15-19.15 Biglietti: -- € |
| Museo
di Palazzo
Mocenigo Sede: Santa Croce 1992 30125 Venezia Telefono: 041 721798 Fax: 041 5241614
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Dimora
gentilizia che conserva preziosi arredi e dipinti settecenteschi, è sede
del Museo e del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume. Vi sono
esposte ricche collezioni di tessili e rari costumi antichi. Il palazzo
ospita inoltre una biblioteca specializzata nel settore. Passeggiando all'interno, non perdete i bei marmi. |
Orario:
10.00/16.00 Biglietti: -- € |
| Ca'
Rezzonico - Museo del Settecento veneziano Sede: Dorsoduro, 3136 30123 Venezia Telefono: 041 2410100 Fax: 041 2410100
|
Ha sede a Palazzo Rezzonico, opera di Longhena e Massari. Ospita importantissime opere pittoriche del Settecento Veneziano, dai Tiepolo a Rosalba Carriera, dai Longhi ai Guardi a Canaletto, ambientate in un contesto di preziosi arredi e suppellettili dell’epoca. Notevolissime donazioni, tra cui spiccano quelle di Egidio Martini e Ferruccio Mestrovich, hanno recentemente arricchito il museo di altre trecento opere di artisti che includono Cima da Conegliano, Alvise Vivarini, Bonifacio de’ Pitati, Tintoretto, Sebastiano e Marco Ricci e ancora i Tiepolo, i Longhi, Rosalba, Francesco Guardi. | Orario:
10-17 chiuso il martedì Biglietti: -- € |
| Casa
di Goldoni e Biblioteca di Studi Teatrali Sede: San Polo, 2794 30125 Venezia Telefono: 041 2440317 Fax: 041 2440081
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Casa natale del celebre commediografo, si trova a Palazzo Centanni, a San Polo. Ospita un piccolo museo goldoniano ricco di moderne suggestioni didattiche oltre al celebre teatrino di marionette proveniente da Ca’ Grimani ai Servi e già incluso nelle collezioni di Ca’ Rezzonico. Soprattutto importanti sono l’ archivio e la biblioteca (oltre 30.000 opere) di testi e studi teatrali con manoscritti originali. | Orario:
10-16 Biglietti: -- € |
| Museo
Archeologico
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Il museo archeologico di Venezia conserva una collezione importante di scultura greca e romana compresi parecchi pezzi originali greci del periodo classico. | Orario:
9-14 Biglietti: 2,50 € Telefono: +39.041-5225978 |
| Ca' Pesaro Sede: Santa Croce, 2070 30125 Venezia Telefono: 041 5240695 Fax: 041 5241075
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Ha
sede in Palazzo Pesaro, il più importante palazzo barocco della città,
opera del Longhena. Vi sono ospitate le collezioni civiche di dipinti e sculture otto-novecentesche, tra cui spiccano capolavori di Klimt, Chagall e notevoli opere da Kandinsky a Klee, da Matisse a Moore, oltre a una notevole selezione di opere di artisti italiani. E’ attualmente oggetto di un articolato intervento di restauro che ne consentirà la messa a norma e la dotazione di moderni servizi e tecnologie. |
Orario:
chiuso per restauro Biglietti: -- € |
| Gallerie
dell'Accademia Sede: Dorsoduro 1050 30100 Venezia Telefono: +39 (0)41 5222247 Fax: +39 (0)41 5212709
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Le Gallerie dell'Accademia furono istituite con lo Statuto napoleonico del 1807 come corredo didattico per l’Accademia delle Belle Arti, trasferita presso il complesso della Carità. Oltre ai saggi degli allievi, inizialmente le Gallerie accolsero anche una collezione di sculture e la raccolta Farsetti di modelli in gesso da statue antiche (da cui derivò al museo la denominazione al plurale di 'Gallerie'), che passarono alla scuola dopo la scissione della pinacoteca nel 1878. La raccolta di dipinti si arricchì subito con l'arrivo di molti capolavori sottratti alla dispersione seguita alle soppressioni ottocentesche degli enti religiosi e degli uffici pubblici (per esempio i polittici trecenteschi, le pale d’altare cinquecentesche, i celeberrimi cicli delle scuole di sant'Orsola di Carpaccio, di san Giovanni Evangelista di Gentile Bellini e dei suoi collaboratori, di san Marco del Tintoretto), ulteriormente incrementati dalle collezioni lasciate da privati, tra cui molto importanti quelle Molin (1816), Contarini (1838), Renier (1850), Manfrin (1956) e infine da notevoli acquisti realizzati dallo Stato dopo il 1878 (tra cui la 'Tempesta' del Giorgione). Le opere esposte alle Gallerie illustrano doviziosamente la storia della pittura veneziana e veneta dal XIV al XVIII secolo. | Orario:
9-19 domenica e lunedì chiusura alle 14,00 Biglietti: 6,20 €/3,10 € |
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Museo Querini
Stampalia
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La
fondazione Querini Stampalia è l'unico esempio di conservazione unitaria
dell'intero patrimonio di un'antichissima famiglia patrizia veneziana:
terre, palazzo, biblioteca, archivio, quadreria, arredi, suppellettili. Il museo raccoglie mobili settecenteschi e neoclassici, porcellane, biscuit, sculture, globi e oltre 400 dipinti dal XIV al XX secolo per lo più di scuola veneta. Tra le opere esposte: Giovanni Bellini, i due Palma, Bernardo Strozzi, Marco e Sebastiano Ricci, Giambattista Tiepolo, Orazio Marinali, Pietro Longhi, Antonio Canova, Gabriel Bella. Al piano terra del cinquecentesco palazzo Querini Stampalia è visitabile l'area restaurata nel 1963 da Carlo Scarpa: uno degli interventi più affascinanti e famosi dell'architetto veneziano. Ogni venerdì e sabato alle ore 17.00 e 20.30 piccoli concerti di musica antica eseguiti dalla Scuola di Musica Antica di Venezia compresi nel biglietto d'ingresso. |
Orario:
10-18 Biglietti: 8,00 €/5,00 € |
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Collezione
Peggy Guggenheim
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La Collezione Peggy Guggenheim è un museo di arte moderna del XX secolo creato dall’ereditiera americana Peggy Guggenheim (1898-1979). Peggy Guggenheim raccolse la maggior parte della propria collezione in Europa e a New York fra il 1938 e il 1947. Nel 1942 aprì la galleria-museo ‘Art of This Century’ a New York dove espose la propria collezione di arte dell’avanguardia europea e organizzò mostre dedicate a giovani artisti americani quali Robert Motherwell, William Baziotes, Clyfford Still e Jackson Pollock. Nel 1948 la collezione fu esposta per la prima volta in Europa alla Biennale di Venezia. Fu allora che Peggy Guggenheim acquistò Palazzo Venier dei Leoni, un palazzo del XVIII secolo sul Canal Grande, rimasto non completato, dove avrebbe vissuto per 30 anni e che è sede oggi del suo museo. La collezione, costituita grazie ai consigli di artisti e critici d’arte quali Marcel Duchamp, Herbert Read, André Breton e il secondo marito di Peggy, Max Ernst, è una delle più importanti nel suo genere a livello mondiale. Nel 1976 Peggy Guggenheim donò il palazzo di Venezia e la collezione alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York che gestisce anche il Museo Solomon R. Guggenheim, il Guggenheim Museum SoHo (sempre a New York), il Guggenheim Museum Bilbao, il Deutsche Guggenheim Berlin (congiuntamente a Deutsche Bank), il Guggenheim Las Vegas e il Guggenheim Hermitage Museum. | Orario:
10-18 Biglietti: 8,00 €/5,00 € |
| Chiesa di San Rocco
- XV sec.
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Attigua
all'omonima Scuola Grande, San Rocco venne iniziata nel 1489 sul modello
del Bon e consacrata nel 1508, ma della chiesa originale rimane poco perchè
subì un forte rifacimento nel XVIII secolo per mano dello Scalfarotto. La facciata, realizzata tra il 1765 e il 1771 su progetto del Fossati, appare oggi in colloquio con l'architettura rinascimentale della Scuola. Le numerose statue che ornano la facciata sono in buona parte opera dello scultore settecentesco G. Marchiori. L'organizzazione dell'interno ad un'unica navata con soffitto piano mantiene ancora una parvenza rinascimentale, nonostante gli interventi dello Scalfarotto. Come l'attigua Scuola Grande anche per la chiesa operò Jacopo Tintoretto dipingendo le ante d'organo con le scene dell'Annunciazione e San Rocco presentato al papa. |
Orario:
10-17 Biglietti: 2,00 €/1,00 € Telefono: +39.041-5225697 |
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Scuola Grande di
S. Rocco
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L’edificio,
sede dell’Arciconfraternita di San Rocco, fu costruito fra il 1517 e il
1560, su iniziale progetto di Bartolomeo Bon e successivamente sotto la
direzione di Sante Lombardo e dello Scarpagnino; nella facciata, elementi
del primo rinascimento (piano terreno) si legano ad anticipazioni del
gusto barocco (piano superiore). Nell’interno, le vaste sale sono
decorate dall’intero ciclo di grandi tele di Jacopo Tintoretto, dipinte
tra il 1564 e il 1587, che segnano l’apice della sua arte. La visita inizia dal piano superiore, che si raggiunge salendo il grandioso scalone dello Scarpagnino (1544-46); alle pareti, la peste del 1630, capolavoro di Antonio Zanchi (1666) e di Pietro Negri (1673). Nella sala dell’Albergo, decorata da Tintoretto, monumentale "Crocifissione" (1565) e drammatiche scene della Passione; nel fastoso soffitto, "San Rocco in gloria", prima tela qui eseguita dal maestro. Sul soffitto dell’imponente sala capitolare, decorata tra il 1576 e il 1581, 21 tele con Storie del Vecchio Testamento; alle pareti 12 Storie del Nuovo Testamento; sull’altare, "Gloria di San Rocco" sempre di Tintoretto. Su cavalletti: "Annunciazione" di Tiziano; "Visitazione" e "Ritratto di gentiluomo" di Tintoretto; "Abramo visitato dagli angeli" e "Agar soccorsa dagli angeli" di G.B. Tiepolo; "Cristo portacroce" attribuito a Giorgione e una lunetta raffigurante il "Padre Eterno con angeli che recano gli strumenti della passione" attribuita a Tiziano; "Ecce homo" di Vittore Belliniano. Degni di nota i dossali del Marchiori (1743) e di Francesco Pianta jr. (sec. XVII). Nel salone terreno si ammirano le 8 grandi tele che Tintoretto dipinse nel 1583-87; si notino in particolare: "Annunciazione", "Fuga in Egitto", "Santa Maria Maddalena" e "Santa Maria Egiziaca"; sull’altare, San Rocco, statua di Girolamo Campagna (1587 |
Orario:
Tutti i giorni 9.00/17.00. Ingresso: 8.000/6.000. |
| Museo
Fortuny Sede: San Marco 3780 30124 Venezia Telefono: 041 5200995 Fax: 041 5223088
|
Ha
sede nell’omonimo palazzo di campo San Beneto, trasformato da Mariano
Fortuny nel proprio atelier di fotografia, scenografia e scenotecnica,
creazione di tessili, pittura: di tutte queste funzioni l’immobile ha
conservato ambienti e strutture, tappezzerie, collezioni. E’ inoltre
dotato di notevoli collezioni fotografiche e tradizionalmente è sede di
attività legate alla comunicazione visiva. Un radicale programma di restauro, già definito e approvato, sarà completato entro il 2004. Nel frattempo, il Museo può ospitare attività espositive sia al piano nobile che nello spazio al pian terreno, dedicato a mostre temporanee; continuano altresì le attività museali e di laboratorio. |
Orario:
chiuso per restauro Biglietti: -- € |
| Museo
Ebraico Sede: Cannaregio n. 2902/B 30121 Venezia Telefono: 041 715359 Fax: 041 723007
|
Museo
Ebraico: raccoglie paramenti pregiati, arredi sacri, contratti nuziali, argenti di varia manifattura e provenienza quali interessanti esempi di oggetti rituali ebraici dal sei all'ottocento. Sinagoghe: fondate nel XVI secolo, dislocate tra Ghetto Vecchio e Nuovo, sono aperte al pubblico grazie alle visite guidate regolarmente in partenza dal Museo. I musei ebraici mantengono l'arredamento, i contratti nunziali, gli abiti da cerimonia, gli argenti... tutti segni che danno la prova della forte presenza della Comunità ebraica a Venezia nel secolo XVII e nel secolo XIX. Inoltre, è possibile visitare 3 delle 5 Sinagoghe situate fra "il Campo del ghetto Nuovo" e "Campo del ghetto Vecchio. |
Orario:
10/19 chiuso il sabato e durante le Feste ebraiche Biglietti: 2,50 €/2,00 € Telefono: +39.041-715359 |
| Museo Diocesano di Arte Sacra | Il meraviglioso chiostro romanico di San Apollonia introduce alle stanze dei musei che ospitano gli abiti da cerimonia, le pitture, le sculture e l'arredamento che deriva dalla soppressione delle chiese e dei conventi veneziani. | Orario:
10,30-12,30 chiuso la domenica Biglietti: ingresso gratuito Telefono: +39.041-5229166 |
| Museo
delle Icone Bizantine Sede: Castello n. 3412 30122 Venezia Telefono: 041 5226581 Fax: 041 5238248
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Al primo piano della sede della Confraternita (Scoletta di San Nicolò, opera di Baldassare Longhena del XVII sec.) era alloggiato l'Ospedale dei Poveri Greci che funzionò dal 1678 fino al principio del XX secolo. Più tardi, questo spazio fu trasformato in un museo, unico nel suo genere, di icone bizantine e postbizantine, che fu inaugurato nel 1959 e radicalmente ristrutturato nel 1999. Comprende molte icone, ma anche codici miniati, paramenti sacri ricamati in oro appartenenti agli arcivescovi di Filadelfia e oggetti di piccolo artigianato di grande valore storico ed artistico. La collezione si è formata da donazioni di membri della Confraternita e di altri ortodossi; molte icone furono trasportate a Venezia da profughi e altre vi furono dipinte da iconografi greci. Tra queste spiccano le opere di Michele Damaskinòs, Giorgio Klonzas, Emanuele Lambardos, Teodoro Pulakis, Emanuele Tzanes Bunialìs. Accanto ai pregevoli esempi della scuola cretese esistono alcune opere d'arte costantinopolitana dell'epoca dei Paleologhi, come la Madonna con il Bambino, Apostoli e Santi e l'icona di Cristo "in Gloria" con gli Apostoli, portata da Costantinopoli e donata alla Confraternita da una nobildonna bizantina, Anna Paleologhina Notarà. | Orario:
9.00/12.30 - 13.30/16.30 Biglietti: 3,50 € |
| Museo
di Storia Naturale Sede: Santa Croce, 1730 30125 Venezia Telefono: 041 2750206 Fax: 041 721000
|
Attualmente
in restauro Riapertura prevista entro il 2003. Ha sede nel Fontego dei
Turchi, sul Canal Grande. Istituzione scientifica di notevole interesse e
importanza, ospita molteplici collezioni e un’importante biblioteca; è
sede anche di attività di monitoraggio ed indagine sulla laguna di
Venezia e la sua fauna. |
Orario:
attualmente in restauro. Biglietti: -- € |
| Museo
d' Arte Orientale Sede: Santa Croce 2078 30100 Venezia Telefono: +39 (0)41 5241173 Fax: +39 (0)41 5241173 |
La
raccolta che costituisce il museo d’Arte Orientale risale agli ultimi
decenni del XIX secolo, quando Enrico di Borbone, conte di Bardi, durante
il suo viaggio in Asia riunì quasi 30.000 pezzi. Li sistemò a Palazzo
Vendramin Calergi dove risiedeva e dove volle inoltre che fosse allestita
un’esposizione permanente. Alla sua morte, dopo alterne vicende, la
collezione passò nelle mani di un antiquario viennese che ne iniziò la
vendita. A conclusione della prima guerra mondiale la raccolta venne
riconosciuta al Governo italiano in riparazione ai danni di guerra. Dal
1928 con una convenzione tra Stato e Comune di Venezia è ospitata a Ca’
Pesaro. Lungo la prima rampa di scale nelle rastrelliere, addossate alle pareti, sono esposte lance e alabarde cinesi oltre a lance ed insegne giapponesi del XVIII secolo prevalentemente da parata. La raccolta si può considerare una delle maggiori collezioni di arte giapponese del periodo Edo (1600 – 1868) esistente in Europa (armi e armature, selle e staffe da parata, lame giapponesi, pittura, porcellane, strumenti musicali, lacche, netsuke, giochi) anche se non mancano sezioni dedicate ad altre aree asiatiche: Cina (porcellane e giade) ed Indonesia (armi, stoffe, figure del teatro d’ombre, strumenti musicali). |
Orario:
8-13 Biglietti: -- € |
Museo
Storico Navale![]() Sede: Castello, 2148 30122 Venezia Telefono: 041 5200276
|
II
Museo Storico Navale è di proprietà della Marina Militare Italiana, che
lo cura come luogo espositivo di memoria storica, “... per rendere più
palese quanto in ogni tempo sia stato ardito lo spirito navale italiano”
(Regio Decreto 1919). II museo ha sede attuale in un edificio del XV
secolo, che fu già "Granaio" della Serenissima, in campo
"San Biagio" , vicino all'Arsenale, il cui complesso è, in
parte, tuttora, sotto la giurisdizione della Marina Militare Italiana. La
memoria dei suoi fasti è affidata oggi al Museo Storico Navale, il più
importante nel suo genere in Italia. Oltre l'edificio principale, la cui
area espositiva si sviluppa su cinque livelli per un totale di 42 sale
espositive, fanno parte del museo il Padiglione delle Navi, situato
nell'antica "officina remi" dell'Arsenale, e la chiesa di San
Biagio (XI secolo, ristruttutata nel XVIII secolo), antica chiesa della
Marineria della Serenissima prima e poi di quella Austriaca, restituita
oggi al culto per funzioni religiose nell'ambito della Marina Militare
Italiana, ed anche "area espositiva" del museo stesso. II pianterreno dell'edificio principale del Museo ed i primi due piani, sono prevalentemente dedicati alle imprese, ai personaggi e alle attrezzature della Serenissima e della Marina Militare Italiana; testimonianze di altre antiche repubbliche marinare italiane trovano anche spazio nel secondo piano. In quest'ultimo, una sala è dedicata al Bucintoro, l'imbarcazione da cerimonia del Doge da cui ogni anno, nel giorno dell'Ascensione, il Doge stesso gettava in laguna un anello in segno simbolico dello "sposalizio" di Venezia con il mare. II terzo piano presenta sopratutto modelli e oggetti di imbarcazioni da pesca e imbarcazioni tipiche della laguna veneta; una sala è poi dedicata alle gondole, tra le quali spicca la gondola di Peggy Guggenheim donata al Museo dopo la sua morte; un'altra sala è allestita con preziosi modelli di giunche orientali ed altri cimeli provenienti dalla Cina. La Sala Svedese, al quarto piano, è dedicata ai legami tra Venezia e la Svezia e tra la Marina italiana e quella svedese, mostrando, attraverso modelli e cimeli, l'apporto delle nostre industrie alla formazione della marina e dell'aviazione svedese. Chiude la visita al Museo una nota gentile di omaggio al mare: la preziosa e ricca collezione di conchiglie donata da Roberta di Camerino. Nel Padiglione delle Navi, sono conservate dal vero imbarcazioni tipiche veneziane, imbarcazioni militari, ed una parte della sala macchine del panfilo Elettra di Guglielmo Marconi. Nella Chiesa di San Biagio è conservato, oltre il corpo dell'Ammiraglio Angelo Emo, il "cuore' di S.A.I. Arciduca Francesco Federico D'Asburgo che alla sua morte ha voluto donarlo a Venezia |
Orario:
8.15-13.15 Biglietti: -- € |
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