LE ISOLE di VENEZIA.

Oltre alle già notissime MURANO e BURANO e alla meno conosciuta TORCELLO, la Laguna veneziana è formata da un dedalo di isolette minori, alcune delle quali, tutt'oggi abitate, hanno rilievo per la gente che abita a Venezia.
Dal punto di vista storico
queste isole minori non hanno un grosso ed entusiasmante passato come le loro
sorelle più grandi.
La laguna di Venezia è la più estesa zona umida d'Italia, estesa 55.000
ettari, che con le lagune di Grado e di Marano, rimane a testimonianza della
grande fascia lagunare e deltizia che un tempo andava dalle foci del Timavo a
Ravenna.
Presenta caratteristiche del tutto originali sia per la flora che per la fauna,
con ambienti forgiati dall'azione delle maree e delle correnti marine in
contrasto a quella dei fiumi che vi sfociano ma anche modificati dalla continua
opera dell'uomo che vi ha costruito e scavato canali, argini, abitazioni.
Ne è derivato un ecosistema con specchi d'acqua a diverso grado di salinità,
che condiziona la presenza delle diverse specie animali e vegetali, affioramenti
temporanei di terreno (barene e velme), differenti microclimi. L'uomo ha
rappresentato il fattore decisivo nel processo che ha invertito la naturale
tendenza della laguna verso l'interramento e mantenerla come barriera naturale
per difendersi contro i nemici che provenivano dal mare e come fonte di
ricchezza, con i suoi porti e le sue isole, abitate e coltivate.
L'itinerario proposto va alla scoperta della parte settentrionale della laguna
con un percorso che, partendo da Venezia centro storico (imbarcadero/pontile
delle Fondamenta Nuove) tocca le isole e i luoghi raggiungibili con i mezzi
pubblici acquei (ACTV)
e percorribili poi a piedi o in bicicletta.
È una visita che prevede l'esplorazione di isole urbanizzate quali Murano e
Burano con la loro tradizione produttiva e i palazzi storici, di isole a
vocazione agricola quali Sant'Erasmo (l'orto della Serenissima) e le Vignole, di
valli e paesaggi tipici lagunari, di luoghi caratterizzati da monumenti che ci
riportano alle origini della Repubblica di Venezia come Torcello.
Il tutto godendo del paesaggio inimitabile dell'ambiente anfibio da osservare
durante i tragitti con i battelli; meglio ancora sarebbe disporre di
un'imbarcazione privata ed addentrarsi negli ambiti più insoliti e nascosti.
L'itinerario può essere percorso tutto l'anno, con abbigliamento adeguato alla
stagione, mettendo indumenti impermeabili per proteggersi dall'aria fredda in
inverno e nelle stagioni intermedie; l'unica avvertenza è quella di evitare i
giorni di bora e di scirocco dell'inverno e della primavera.
| Murano (fermata Faro), Mazzorbo, Burano, Torcello, Treporti. | |
| Sant'Erasmo, Vignole, Fondamente Nove. |
Mazzorbo
L`isola di Mazzorbo è delimitata a nord-ovest dal canale omonimo che la
divide in Mazzorbo e Mazzorbetto, a Sud-est dall`isola di Burano, a
Nord-est dal canale che la divide da Torcello.
L'isola ha una forma vagamente rettangolare, con il lato più lungo di
circa 500 metri. Mentre la vicina Mazzorbetto è dotata di una vegetazione
lussureggiante e selvatica, Mazzorbo alterna zone urbanizzate in alcuni
casi di costruzione recente ed altre coltivate a vite e a produzioni
orto-frutticole.
Cenni storici
Anticamente denominata Maiurbium, fin dai primi tempi l'isola - potendo
godere della vicinanza di Torcello, prima "capitale" della
laguna - vantava ben cinque parrocchie e sei monasteri, di cui è certa
l`esistenza nel XIII secolo. Di essi, costruiti con preziosi materiali
importati da Altino, la chiesa di S.Caterina, innalzata tra il 1283 e
1291, è l'unica tuttora esistente, facente parte di un complesso
conventuale benedettino fondato nel VII secolo, ricostruito nel secolo XIV
e soppresso nel 1806. La chiesa mostra, sopra il portale, un rilievo del
1368 con lo Sposalizio della Santa. Nell'atrio, a sinistra, una Madonna
col Bambino, bassorilievo del XIV secolo. L'interno è a una navata e di
forme gotiche. E` preceduto da un profondo coro pensile, chiuso da grate e
sostenuto da due colonne.
A Mazzorbo esiste ancora una parte della linea difensiva austriaca. Si
tratta del forte di Mazzorbo, abbandonato fino al 1981, di cui lentamente
è in corso il recupero.
Sant'Erasmo
Da Treporti, ritornando con il battello verso Venezia, si costeggerà
sulla sinistra la zona denominata "Bacan", specie di scanno che
di recente ha rivelato la presenza di un'interessantissima fauna acquatica
composta soprattutto di limicoli, fino ad arrivare all'estesa isola di
Sant'Erasmo.
L'isola di Sant'Erasmo si trova nel bacino centro-settentrionale ed è la
più grande della laguna (lunga circa 4 km e larga, nella sua parte più
ampia, poco meno di 600 metri). Fino all`800 si trattava di un lido vero e
proprio, posto di fronte al mare Adriatico. Poi, con la realizzazione
delle dighe alle bocche del porto, l'azione di deposito delle correnti creò
la duna di Punta Sabbioni.
E` un'isola atipica, essendo stata fino al secolo scorso un lido, ed
essendo tuttora raggiunta dalle correnti marine, sia pure deviate dalla
bocca del Lido. Il litorale di fronte al canale di Treporti è tipicamente
marino e le sue dune sabbiose hanno difeso per secoli l'assetto lagunare
retrostante.
Cenni storici
Marziale descrive l'isola, anticamente denominata Alba o Mercede, come una
ridente zona di villeggiatura con terreno fertile e grandi pinete. Non si
hanno notizie precise sulla quantità di chiese che sappiamo esistevano, né
sulla loro ubicazione. Prima del 1000 fu fondata la chiesa parrocchiale
dei SS. Erme ed Erasmo, che nel 1120 fu riedificata per essere infine
demolita al tempo delle soppressioni napoleoniche. Vi era anche un
monastero che venne distrutto nel 1380 dalle invasioni dei Genovesi. Ma le
sue funzioni furono soprattutto agricole e difensive. Ha svolto per secoli
e ancora in parte svolge la funzione di "orto" di Venezia,
specializzandosi nella produzione di carciofi ed uve da cui viene tratto
un vino dal sapore salmastro del tutto particolare.
L'installazione difensiva più evidente è il forte di S. Erasmo che
faceva parte di una linea di fortificazioni la cui realizzazione venne
realizzata dal governo napoleonico dopo il 1797 alla caduta della
Serenissima. La costruzione venne poi proseguita dagli austriaci, che la
completarono edificando nel 1832 anche la torre Massimiliana collocata
all'estremità sud-occidentale dell'isola. Il nome è dovuto al fatto che
l'imperatore Massimiliano d'Asburgo vi si ritirò durante un'insurrezione
risorgimentale. Ora la struttura abbandonata, di proprietà demaniale,
troneggia sopra un campo di carciofi. L'associazione Torre Massimiliana S.
Erasmo si sta impegnando da alcuni anni per il suo recupero.
Nell'isola oggi vivono circa 800 persone, dedite per lo più
all'agricoltura. La visita alle fortificazioni citate è valido pretesto
per passeggiate tra gli orti partendo dall'approdo ACTV di
S.Erasmo-Capannone e prendendo la carrareccia diretta a sud compiendo il
periplo costiero dell'isola. La lunghezza del periplo è di circa 9
chilometri con tempi di percorrenza di circa 3 ore escluse le soste (4 km
su strada asfaltata e per i rimanenti 5 su stradine bianche o sterrate).
San
Francesco del Deserto
L'isola di San Francesco del Deserto si trova di fronte a S. Erasmo e a sud di
Burano.
L`isola ha una superficie totale di circa 2,6 ettari di cui 1440 mq edificati;
presenta un perimetro irregolare e ben arginato. L'insediamento è costituito da
un convento che qui è posto al centro dell`isola ed è raggiungibile attraverso
il canale che separa l`isola in due parti distinte, anche se sempre collegate
tra loro. Il resto è in parte coltivato e in parte tenuto a giardino con alberi
ad alto fusto.
Esternamente l'isola si presenta con il suo inconfondibile profilo di cipressi
che lasciano a malapena intravvedere parte del monastero e il campanile.
Cenni storici
La fondazione dell`eremo viene tradizionalmente fatta coincidere con il
soggiorno in laguna di San Francesco d`Assisi di ritorno dall`Egitto, ma
rimangono ancora molti dubbi sia sulla veridicità del fatto, sia su un
eventuale ruolo attivo del Santo nella creazione dell`insediamento.
Di certo si sa che nel 1228 il patrizio Jacopo Michiel, proprietario dell`isola,
accordandosi con Sant`Antonio da Padova, ministro provinciale, fece erigere una
chiesa a nome di San Francesco. Questa risulta essere la prima chiesa dedicata
al Santo. Poco più tardi, il 4 marzo 1233, il Michiel donò in perpetuo l`isola
ai frati minori del convento francescano dei Frari di Venezia che vi edificarono
il convento, riservandosi la facoltà di erigervi una casetta ove trascorrere la
quaresima. La denominazione dell`isola deriva dal fatto che un paio di secoli
dopo l`insediamento dei frati, il deperimento dell`isola li indusse ad
abbandonarla.
Nel 1453 Pio II concesse l`isola ai frati Minori Osservanti che restaurarono la
chiesa e il convento edificando il chiostro rinascimentale. Quarant`anni più
tardi Clemente VIII vi insediò i frati Minori Riformati che la abitarono
ininterrottamente fino al 1806, anno fatale durante il quale le soppressioni
napoleoniche li obbligarono a ritirarsi nel convento di San Bonaventura a
Venezia. Con la secolarizzazione, il convento, composto di trentuno cellette,
venne adibito a deposito di esplosivi e l`isola intera a caserma militare.
Nel 1856, l`imperatore d`Austria Francesco I donò l`isola al Patriarca di
Venezia che a sua volta la concesse in perpetuo ai frati Minori francescani che
vi ritornarono quindi dopo più di seicento anni. Dal 1858 si susseguirono i
lavori di restauro dell`intero complesso, che portarono alla luce oltre alle
absidi dell`oratorio anche le fondamenta dell`antica chiesa. Oggi l`isola, non
servita da mezzi pubblici, è raggiungibile con mezzi privati specialmente
partendo da Burano.
Una volta nel luogo vi si troverà un frate sempre disponibile a guidare i
visitatori attraverso l`isola.
Treporti
Da Burano, proseguendo verso con il battello di linea ACTV, si arriva al
capolinea di Treporti (luogo così denominato per l'antica presenza di tre
bocche di porto ora scomparse), situato sulla parte interna della lingua di
terra che chiude la laguna veneta a settentrione dividendola nel contempo dal
mare Adriatico.
Dall'approdo sono consigliabili le escursioni nelle valli e negli ambienti
circostanti, in direzione nord, caratterizzati dalla presenza di numerosi
manufatti per la pesca denominati "bilancioni", dai casoni lagunari,
da barene integre e di grande bellezza.
In particolare è interessante arrivare, attraverso il canale dei Bari, al borgo
lagunare di Lio Piccolo, sviluppatosi intorno al XVI secolo sopra vestigia
romanico medioevali.
In queste zone si noterà inoltre il passaggio dalle zone di barena, influenzate
dall'acqua salsa e a vegetazione essenzialmente alofila, alle zone d'acqua dolce
caratterizzate dalla cannuccia palustre.
Le
Vignole
Proseguendo da Sant'Erasmo per le Fondamente Nove si giunge all'isola delle
Vignole, delimitata a nord dal canale della Bissa, a sud e a ovest dal Canale
delle Navi e a Est dal canale e dall`isola di S.Erasmo, circa ad un chilometro a
est di Venezia, alle spalle di Sant'Elena.
Si presenta come un lungo dosso sabbioso cuneiforme posto tra il porto di
S.Erasmo e quello di Lido. Caratteristica dominante dell'isola è la sua
vegetazione lussureggiante.
Cenni storici
Anticamente denominata Biniola, o anche "delle sette vigne",
era uno dei luoghi privilegiati di villeggiatura degli abitanti di Altino prima
e di quelli di Venezia poi.
Secondo il poeta Marziale, la magnificenza delle residenze era superiore a
quella di Pozzuoli. Nel VII secolo vi venne edificata una piccola chiesa, di cui
oggi resta solo una cappella dedicata a S.Erosia e affiancata da un piccolo
campanile. Forti sono le presenze militari: oltre a un lungo fabbricato, usato
un tempo come polveriera e situato di fronte a S.Erasmo, l`isola è collegata
con un ponte al Forte di S.Andrea, edificato nel `500 per difendere dai Turchi
la bocca di porto del Lido. La struttura, che divenne simbolo della forza e
della potenza della Serenissima, è di pianta trapezoidale ed era dotata di una
serie di 40 cannoniere disposte a raggiera e collocate a pelo d`acqua. Nel 1950,
a causa di gravi problemi statici e di erosione, crollò lo spigolo a Nord-est
ora restaurato.
Non è visitabile in quanto ancora sede di una caserma dell'esercito italiano.
Le Vignole, specialmente nella bella stagione, sono il luogo ideale per una
scampagnata o un pranzo in una delle trattorie con pergole e giardino presenti
nei pressi dell'approdo del motoscafo.
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