Feste storiche a Venezia....
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2002 |
2003 |
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| Carnevale | dal 7 gennaio al 12 febbraio | dal 28 gennaio al 4 marzo | |||
| Festa de La Sensa | 12 maggio | ||||
| Festa del "Redentore" | 20 e 21 luglio | ||||
| Regata Storica | 1° settembre | ||||
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dal 12 maggio al 15 settembre | ||||
| Madonna della Salute | 21 novembre | 21 novembre | |||
| San Marco | 25 aprile | 25 aprile | |||
| Vogalonga | 19 maggio | ||||
| Su e zo per i ponti | 21 aprile | ||||
| VeniceMarathon | 27 ottobre | ||||
| Venice Floating Show | 23 febbraio 3 marzo | ||||
| Palio delle Repubbliche Marinare | ultimo nel 1999 | ||||
| Premio letterario Campiello | |||||
| La Biennale | |||||
| Mostra del cinema | fine agosto - primi di settembre | fine agosto - primi di settembre | |||
| Festa di San Pietro di Castello | ultima settimana di giugno | ultima settimana di giugno | |||
| Venezia suona | metà giugno | metà giugno | |||
| Regata delle Befane | 6 gennaio | 6 gennaio | |||
Carnevale
nel 2003
sarà dal 28 gennaio al 4 marzo.
Le
prime notizie sul Carnevale veneziano si trovano in leggi dello Stato, in atti
privati o in cronache di feste, documenti nei quali lo si nomina facendo
riferimento all'interpretazione cristiana del termine latino carrus navalis,
carri processionali a forma di nave, usati a Roma nei riti di purificazione e
scongiuri, che si celebravano in febbraio, ultimo mese del calendario romano. Ma
secondo altri documenti, interpretati da illustri studiosi, sembra che il nome
derivi dal latino carnem levare (togliere la carne), in riferimento
all'antica tradizione medievale di celebrare, al termine di un lungo periodo di
dedicato ai divertimenti, un banchetto "d'addio alla carne" la sera
precedente il mercoledì delle ceneri, in previsione dei digiuni e delle
penitenze quaresimali.
Nel 1296 il Martedì Grasso viene dichiarato festivo dal Senato. A Venezia il
Carnevale abbracciava un periodo di tempo assai lungo, con un'anteprima ai primi
di ottobre in coincidenza con l'apertura dei teatri. Il Carnevale vero e proprio
iniziava il giorno di Santo Stefano, quando il Governo dava la licenza di
portare la maschera. I festeggiamenti culminavano il Giovedì Grasso e si
concludevano il giorno antecedente il Mercoledì delle Ceneri.
Dalla metà del '400 alla fine del '500 l'organizzazione delle feste
carnevalesche era demandata alle Compagnie della Calza, associazioni di
giovani patrizi contrassegnate da calze divise a quartieri di diversi colori.
Carnevale significava rappresentazioni nei teatri, nei palazzi, nei caffè e nei
ridotti, ma soprattutto era un clima di festa diffusa in cui popolari e nobili
in maschera si mescolavano a ballerini e ciarlatani, a venditori di balsami e di
mele cotte, a comici dell'arte e incantatori di serpenti. In questo clima di
festa la maschera rappresentava l'unica possibilità, in una società in cui
esistevano barriere sociali, di essere considerati tutti uguali. Il
travestimento più usuale a Venezia nel Settecento fu la bauta che
consisteva nella larva (maschera inizialmente di color nero, poi bianca
di tela cerata), nella bauta propriamente detta di merlo e velo, nel tricorno
(cappello nero a tre punte) e nel tabarro nero (mantello di seta o
lana).
Numerosi erano i riti e le cerimonie inizialmente di derivazione pagana che si
trasformarono poi nella celebrazione della potenza e della grandezza della
Serenissima. Nella Macchina dei Fuochi si identificava la guerra, nelle
Forze d'Ercole la destrezza dei veneziani nell'espugnare le mura di
Aquileia, nel Ballo della Moresca la battaglia, nel Taglio della
testa al toro la giustizia, nel Volo dell'Angelo la pace.
Nel 1979 alcune associazioni cittadine hanno ridato vita ad una tradizione ormai
abbandonata sostenute dall'entusiasmo e dalla partecipazione della città. Da
allora, prima l'Amministrazione Comunale poi il Comitato del Consorzio per il
Carnevale, organizzano e promuovono le manifestazioni carnevalesche che si
svolgono a Venezia e nella Terraferma nei dieci giorni antecedenti il Mercoledì
delle Ceneri.
La
domenica dell'Ascensione (Sensa per i veneziani) vede ripetersi una tradizione
cara a Venezia: lo Sposalizio con il Mare.
Se storicamente la "Sensa" è il frutto di una sovrapposizione nel
tempo di riti e manifestazioni civili e religiose, oggi le si preferisce
attribuire il significato di festa del Mare e quindi di festa della città che
trae dal suo rapporto col mare, ragione di vita.
La festa della "Sensa", Ascensione in Cristo, fu la maggiore
celebrazione veneziana ai tempi della Repubblica, inoltre essa assunse una
particolare importanza per il gran numero di pellegrini che si trovavano in città,
nel periodo primaverile, in attesa di un imbarco su navi veneziane dirette in
Terra Santa.
La celebrazione della "Sensa" si fa risalire al 998, quando la flotta
veneziana guidata dal doge Pietro Orseolo II partì il giorno dell'Ascensione,
battezzata dal Vescovo, alla liberazione della Dalmazia. L'impresa vittoriosa
impose che ogni anno in quel giorno il doge, a bordo di una sfarzosa nave da
parata, chiamata Bucintoro, gettasse nelle acque antistanti la chiesa di San
Nicolò del Lido, un anello, simbolo della potenza e del dominio della città
sul mare.
Oggi la festa sopravvive con un cerimoniale simile: il Sindaco, seguito dalle più
alte autorità cittadine e dal Patriarca di Venezia, si imbarca intorno alle ore
10 dal molo di San Marco sul Bucintoro. Il corteo acqueo formato dalle barche
storiche e da quelle delle società sportive veneziane viene scortato da unità
navali e mezzi da sbarco militari e si dirige lentamente verso le acque
prospicienti il tempio di San Nicolò del Lido. Qui, dopo la benedizione, viene
gettato tra i flutti il beneaugurante anello. Segue in chiesa una Messa solenne.
Nel pomeriggio la festa prosegue con due regate di voga alla veneta ed altre
manifestazioni collaterali quali un concerto di musica classica, sfilate in
costume storico, spettacoli teatrali e la Fiera della Sensa.
La
Festa del "Redentore", una delle più antiche feste popolari
veneziane, si celebra ogni anno nel terzo fine settimana di luglio: è la festa
più amata e più sentita dai veneziani che vede, per un rito che si ripete da
400 anni, centinaia di barche radunarsi nel bacino di San Marco ad ammirare e ad
attendere i fuochi d'artificio di mezzanotte.
La storia racconta che, dopo tre anni di terribile epidemia, il doge Sebastiano
Venier sciolse il voto, fatto dal suo predecessore Alvise Mocenigo, di erigere
un tempio di ringraziamento al Redentore, nell'isola della Giudecca. L'incarico
fu affidato al Palladio che nel 1579 pose la prima pietra: fu poi consacrato nel
1592. Il 21 luglio 1578, nel luogo in cui si era deciso fosse eretto il tempio,
fu costruito un altare con tabernacolo all'aperto ed in 4 giorni si gettò
attraverso il canale della Giudecca un ponte formato da 80 galee. Una folla
immensa di veneziani, scampati alla terribile epidemia, lo attraversò
consapevole che i lutti e le disgrazie erano terminati. Quando fu costruito il
tempio, il doge stabilì che la terza domenica di luglio fosse destinata al
pellegrinaggio. Ben presto la gente, per paura di non trovare posto per la
cerimonia, arrivava alla Giudecca la sera prima e lì trascorreva tutta la notte
per poi attendere il sorgere del sole al Lido.
Nonostante siano passati più di 4 secoli dalla sua istituzione, la festa del
"Redentore" continua a svolgersi negli stessi luoghi e con le stesse
modalità. La città è unita alla Giudecca da un ponte che attraversa il canale
della Giudecca e che viene montato su moderne piattaforme galleggianti.
Il carattere di festa popolare è rimasto intatto: i veneziani sono i veri
protagonisti della festa con le loro barche squisitamente preparate, con le
altane, le terrazze e i campielli illuminati da migliaia di luci: circa 1.500
sono le imbarcazioni che si radunano in bacino San Marco mentre si può
calcolare che 30.000 siano le persone che, dall'acqua e dalle rive assistono
alla festa.
La festa ha il suo culmine verso mezzanotte con i fuochi d'artificio, dislocati
su pontoni distribuiti lungo un fronte di 400 metri tra il bacino di San Marco e
il canale della Giudecca. Dal 1978 sono accompagnati da musiche e sono, per
unanime giudizio, tra i più belli del mondo. Finiti i "fuochi" le
barche si avviano al Lido dove attendono, per tradizione, il sorgere del sole.
La domenica è invece dedicata alle celebrazioni religiose di ringraziamento,
alle quali partecipano tutte le autorità civili e religiose ed alle
competizioni sportive: una regata di giovani su pupparini (imbarcazioni veloci
usate un tempo per la vigilanza marittima) e una regata dei campioni su gondole
a due remi.
Madonna
della Salute
ogni anno: 21 novembre
La
"Madonna della Salute", che si celebra annualmente il 21
novembre, è la festa che a tutt'oggi esprime coralmente la religiosità
cittadina, una festa dei veneziani nella quale si ricorda quel bene
insostituibile che è la salute, intesa come bene fisico e spirituale. Essa
vuole ricordare una delle più virulente epidemie di peste dell'età moderna e
come il doge, sembrando inutili tutti i rimedi, fece voto solenne di erigere una
chiesa dedicata alla Vergine, intitolata Santa Maria della Salute. Con il
decrescere dell'epidemia si iniziò la costruzione della chiesa su progetto di
Baldassarre Longhena. Qualche decennio più tardi Francesco Morosini portò da
Candia il dipinto di una Madonna del 1200 che per decreto del Senato, il 21
novembre 1670, fu destinata all'altar maggiore. La Madonna, da quel 21 novembre,
fu chiamata Madonna della Salute. Da allora la visita votiva si svolge
annualmente in questo giorno. Come è accaduto per altre feste religiose,
accanto alla chiesa, sul piazzale antistante, sorse ben presto una sagra e
prosperò il commercio degli ambulanti che vendevano pevarini, zaleti,
bussolai e fritole e soprattutto candele da recare in chiesa
durante la tradizionale visita di devozione e ringraziamento. La sera, in
famiglia o nelle osterie, si ripete un rituale antico, davanti ad una calda e
profumata pietanza, la castradina, una zuppa di carne di montone,
essiccata e salata, cotta più volte con foglie di verza.
Nei pressi della chiesa viene eretto per pochi giorni un quarto ponte sul Canal
Grande tra S.Maria del Giglio e la riva opposta per facilitare l'accesso dei
fedeli.
Il ponte in legno ha una lunghezza di 62 metri, una larghezza di 3.50 metri e
un'altezza massima di 4.5.
Tutto intorno alla Basilica si trovano bancarelle con le candele di ogni
dimensione ma anche venditori di dolciumi, palloncini colorati e giocattoli per
la gioia dei bambini.
San
Marco
ogni anno:
25 aprile
Il
giorno 25 aprile è la festa di San Marco, patrono della città. Anticamente in
questa giornata si svolgeva in Piazza una famosa processione cui partecipavano
autorità religiose, civili e rappresentanti delle arti. Ancora oggi San Marco
si festeggia con una processione in Basilica.
Tra i veneziani è estremamente diffusa la consuetudine di donare in questa
giornata un "bocolo", un bocciolo di rosa, alle donne che più si
amano.
Vogalonga
quest'anno
(2002): 9 maggio
La
manifestazione, nata 28 anni fa su iniziativa di un gruppo di veneziani amanti
della voga e delle tradizioni della "Serenissima", con lo scopo di
sensibilizzare i veneziani al problema del moto ondoso, è andata sempre più
arricchendosi di presenze soprattutto straniere arrivando fino a 1500
imbarcazioni iscritte.
Fin dal mattino si radunano in Bacino San Marco di fronte al Palazzo Ducale un
gran numero di barche di ogni tipo e forma che attendono il via per iniziare un
percorso di circa 30 km, che si snoda tra le isole della laguna rientrando a
Venezia attraverso il Rio di Cannaregio, con arrivo alla Punta della Dogana.
Il successo della manifestazione è stato sia un incentivo alla formazione di
società remiere che un impulso all'artigianato connesso al restauro e alla
costruzione di barche, che si stava estinguendo. La partecipazione alla
Vogalonga, manifestazione non competitiva, diventa per tutti anche un'occasione
di riscoperta della laguna, dei suoi paesaggi, del suo habitat.
Su
e zo per i ponti
si svolge in primavera (di solito dopo metà aprile)
La Su e Zo
Per i Ponti è una tra le numerose gare podistiche non competitive, che
coinvolgono la città in tutte le stagioni. Alla marcia, che si svolge in una
domenica di marzo (la data cambia ogni anno), partecipano oltre ai numerosi
veneziani, anche nutriti gruppi provenienti da luoghi diversi. Il percorso
partendo dal ponte della Paglia si snoda lungo calli, fondamente e campi della
città, attraversando quasi tutti i sestieri fino al traguardo di Piazza San
Marco.
VeniceMarathon
Una delle maratone più caratteristiche del mondo con il passaggio tra le ville
patrizie della riviera del Brenta e l'arrivo in centro storico a Venezia.
La gara si svolge sulla lunghezza olimpica ufficiale (42 Km. e.195 metri) e si
tratta della prima maratona italiana riconosciuta della A.I.M.S. (Association of
International Marathons and Road Races) e l’unica inserita nel calendario
internazionale della I.A.A.F. (International Athletic Amateurs Federation). Il
percorso parte dalla Villa Pisani di Stra (PD), costeggia il fiume Brenta
passando per Fiesso, Dolo, Mira, Oriago, Marghera e Mestre sfiora Piazza S.
Marco e arriva in Riva Sette Martiri nei pressi dei Giardini della Biennale.
E' ormai una "classica" delle maratone italiane e sta conquistando
anno dopo anno spazio e partecipazioni a livello internazionale.
In qualche occasione -come nell'edizione 1999- gli atleti si sono trovati
costretti ad attraversare alcuni tratti invasi dalla famigerata acqua alta.
Venezia...patrimonio
universale di bellezza e di storia. La città più amata e sognata, la città
"unica" per la dolcezza dei suoi silenzi, per il fascino delle sue
nebbie, per la luminosità dei suoi colori fra calli, canali e palazzi.
La maratona...molto
più di una competizione sportiva. Un'avventura epica che affonda le sue radici
nella leggenda, il gesto sportivo più affascinante ed emblematico, allo stesso
tempo eroico e commovente, giusta conclusione di ogni Olimpiade.
Venicemarathon è nata
dal desiderio di trovare un punto d'incontro fra la città più amata e fragile
del mondo ed il gesto sportivo più classico, nella ferma convinzione che da
questa impresa potesse nascere un altro, ennesimo modo di interpretare Venezia e
di vivere una Maratona.
Perché, in fondo, una
maratona non si corre, la si vive. È questo il consiglio che ci offre il grande
Emil Zatopek, vincitore dei 5.000, dei 10.000 e della maratona ai Giochi
Olimpici del 1952: "Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi
sperimentare un'altra vita, corri una maratona".
VENICE
FLOATING SHOW ![]()
Una mostra di tutte le novità riguardo a imbarcazioni di ogni genere.
PALIO
DELLE REPUBBLICHE MARINARE
Una sfida annuale disputata tra le quattro Antiche Repubbliche Marinare Italiane
(Venezia, Genova, Amalfi e Pisa) che a turno organizzano la regata.
L'ultima edizione disputata a Venezia è stata quella del 1999.
Le imbarcazioni -perfettamente uguali- sono a otto vogatori più il timoniere,
con sedili fissi e peso minimo di 750 kg..
Sono costruite in vetroresina e hanno colori e polene differenti.
La gara si svolge su di un percorso di 1800-2000 metri e a Venezia il traguardo
è davanti alla Piazzetta S.Marco in bacino.
La regata è preceduta da un grande corteo di più di 300 persone.
I costumi riprodotti su disegni dell'epoca, le bandiere, i vessilli e i cavalli
sono protagonisti di questo evento.
PREMIO
LETTERARIO CAMPIELLO
(settembre-cortile Palazzo Ducale)
Viene istituito dall'Associazioni degli Industriali del Veneto nel 1962.
Oggi è uno dei premi letterari più prestigiosi d'Italia.
Possono partecipare solo le opere di narrativa edite in volume per la prima
volta.
Una giuria popolare di 300 lettori designa il vincitore assoluto scegliendolo
tra una selezione di cinque finalisti segnalati da una giuria di letterati e di
critici.
Il "Campiello" ha premiato alcuni tra i più grandi rappresentanti
della letteratura del '900: Primo Levi con "La Tregua"(1963) e
"Se non ora quando?"(1982), Carlo Sgorlon con "Il trono di
legno"(1973) e "La conchiglia di Anataj"(1983), Ignazio Silone
con "L'avventura di un povero cristiano"(1968), Mario Soldati con
"L'attore"(1970), Dacia Maraini con "La lunga vita di Marianna
Ucrìa"(1990), Antonio Tabucchi con "Sostiene Pereira" (1994).
Punto di riferimento internazionale nel campo dell'arte contemporanea, La
Biennale di Venezia è esposizione e ricerca nei campi delle arti visive,
musica, danza, architettura, cinema e teatro.
![]()
LA BIENNALE DI VENEZIA
San Marco, 1364/a
Ca' Giustinian
30124 Venezia
Tel.+39-041-5218711
Fax +39-041-5236374
segregen@labiennale.com
49a Esposizione
Internazionale d'Arte - 2001
MOSTRA
INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA
(fine agosto - inizio settembre)
Ogni anno alla fine di agosto viene installato in campo S.Polo (così come
a Marghera) un cinema all'aperto. Questo è il primo segno di quello che sarà
l'evento principale di settembre: la Mostra Internazionale d'Arte
Cinematografica o più affettuosamente la "Mostra del Cinema". In
questo periodo tutto si focalizza su di essa: gli articoli sui giornali, gli
inserti, le provocazioni, qualche pettegolezzo, le voci dell'arrivo in città di
star(s) americane; il popolo degli appassionati organizza picchetti davanti al
Palazzo del Cinema o agli alberghi più rinomati per strappare una foto o un
autografo all'idolo preferito e così il "colore" che circonda questo
evento culturale finisce quasi sempre per superare l'interesse per i film in
concorso.
58a Mostra Internazionale d'Arte
Cinematografica
Lungomare Marconi, Palazzo del Cinema
30126 Lido di Venezia
Tel.+39-041-2726501
Fax +39-041-2726520
e-mail: das@labiennale.com
FESTA
DI S.PIETRO DI CASTELLO
(ultima settimana di giugno)
Una festa poco conosciuta fuori città ma -e forse proprio per questo- molto
genuina.
Il giorno più importante è il 29 giugno, giorno dei Santi Pietro e Paolo.
Nell'ultimo campo in erba rimasto a Venezia davanti alla ex cattedrale di
Venezia (la chiesa di S.Pietro di Castello) si approntano un mercatino,
bancarelle e chioschi gastronomici con i piatti tipici veneziani.
Spettacoli e giochi infine ne fanno un'occasione per visitare un estremo poco
frequentato di Venezia.
VENEZIA
SUONA 
La prima
edizione si svolse solo nel 1999 ma Venezia Suona è già diventata un grande
evento cittadino.
Dal primo pomeriggio (15.30) e fino a sera inoltrata ogni angolo della città
accoglie cori, bande, gruppi, scuole di musica e complessi di ogni genere
musicale, per un totale previsto per l'edizione 2001 di circa 3500 interpreti
che si esibiranno nei circa 250 concerti in programma.
Niente biglietti o palchi ma solo artisti per strada e spettatori che a
piacimento si spostano da un genere all'altro, da uno scenario all'altro.
Nasce dall'intenzione di Giannantonio De Vincenzo, jazzista veneziano, di
trasformare Venezia, l'unica città al mondo senza inquinamento acustico, in una
grande cassa armonica.
La regia è di Alessandro Bressanello del Circolo Culturale Il Suono Improvviso.
Venezia Suona snc., nasce dalla collaborazione con l'Assessorato alla Cultura
del Comune di Venezia e il contributo di vari sponsor.
Tutti, anche e soprattutto il pubblico, potranno partecipare così allo
spettacolo che conclude l'iniziativa con il solo utilizzo della propria voce o
con l'aiuto di un qualsiasi strumento musicale.
Ci si potrà "aggregare", infatti, al "Gioco della Musica"
(un brano della durata di 7 minuti, ideato da Giannantonio De Vincenzo),
raggiungendo uno dei cinque ritrovi entro le ore 22.15 per questa festa di
chiusura di Venezia Suona.
L'iniziativa sarà seguita anche quest'anno da Radio UNO RAI, con collegamenti e
interviste in diretta nei vari punti della città fino a tarda sera.
LA
REGATA DELLE BEFANE
(6 gennaio)
Quella del 2002 è la XXIV edizione di questa manifestazione che si svolge ogni
anno il 6 gennaio in occasione dell'epifania.
Dopo aver superato una selezione, cinque veterani del "remo" (over 55)
travestiti da befane si sfidano lungo il Canal Grande (da S.Tomà a Rialto) in
una breve ma vera gara in "mascareta" ad un remo per conquistare la
bandiera (simbolo della vittoria) della prima regata dell'anno.
Regata
di Mestre - domenica
26 maggio
caorline
a sei remi
Regata di apertura della stagione remiera disputata su caorline a sei
remi. Le imbarcazioni in gara percorrono il Canal Salso, antica via d'acqua di
collegamento tra Venezia e la terraferma
Regata
della "Sensa" - domenica 12 maggio
gondole a quattro remi
Unica regata in cui i campioni si misurano su gondole a quattro remi. Il
percorso, secondo una tradizione attestata sin dal XIV secolo, inizia dal Bacino
San Marco e si conclude davanti al Tempio di San Nicolò del Lido
Regata
di S. Erasmo - domenica 2 giugno
pupparini a due remi (giovanissimi)
mascarete a due remi (donne)
pupparini a due remi
La prima regata riservata alle donne che si cimentano su esili e veloci mascarete
a due remi. Le regate si svolgono lungo i canali che costeggiano la verde isola.
Si disputa nelle acque antistanti la località di Fusina
Regata
SS. Giovanni e Paolo - domenica 30 giugno
pupparini a due remi
Gondole a un remo Nata per mantenere la passione della voga, vede i giovani
sotto i 25 anni cimentarsi nella difficile tecnica di voga delle gondole a un
remo. Il percorso inizia a Murano, costeggia le Fondamenta Nuove e si conclude
al Ponte dei Mendicanti
Regata
di Murano - domenica 7 luglio
pupparini a un remo (giovanissimi e donne)
Gondole a un remo Classica regata riservata a imbarcazioni a un solo remo
obbliga campioni, donne e giovanissimi ad esprimere tutta la loro abilità. Le
regate si svolgono nelle acque antistanti l'isola per poi penetrare nel suo
interno
Regata
di Malamocco - domenica 14 luglio
caorline a sei remi
Si disputa in occasione della festività della Madonna di Marina.
Regata
del Redentore - domenica 21 luglio
pupparini a due remi (giovanissimi)
pupparini a due remi
gondole a due remi
Con partenza ed arrivo davanti al Tempio votivo del Redentore, il percorso di
questa regata può essere seguito per un lungo tratto dalle fondamenta che
costeggiano il Canale della Giudecca
Regata
di Pellestrina - domenica 4 agosto
pupparini a due remi (giovanissimi)
mascarete a due remi
mascarete a due remi (donne)
pupparini a due remi
Si svolge in occasione della Festa della Madonna dell'Apparizione, festa
religiosa che vede una vasta partecipazione popolare. Il Campo di gara costeggia
il fronte lagunare dell'isola da cui la regata è visibile
Regata
di Burano - domenica 15 settembre
pupparini a due remi (giovanissimi)
mascarete a due remi (donne)
gondole a due remi
La regata, che chiude il calendario della stagione remiera, costituisce la
cosiddetta "rivincita della Storica". Le imbarcazioni in gara si
confrontano nelle acque antistanti l'isola.
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