| DA
VEDERE: |
- Il
centro tipico |
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- Il
museo del merletto |
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mangiare il pesce in uno dei ristoranti. |
La leggenda vuole che un
marinaio, lasciando l'amata a Murano, si imbarcò su una nave e giunse in
un luogo abitato da sirene. Mentre l'equipaggio si gettò in acqua per
raggiungerle l'innamorato resistette al richiamo. Meravigliata di tanta
fedeltà, la regina delle sirene fece sorgere dal mare, con un colpo di
coda, una corona di schiuma che si solidificò trasformandosi nel velo
nunziale per la fidanzata lontana. Da allora le ragazze dell'isola con ago
e filo cercano di riprodurlo.
Dista da Venezia circa 9 km ed ha un aspetto particolare: non c'è nessun
palazzo imponente ma piuttosto un paesaggio uniforme di case della stessa
altezza tutte però dipinte di colori vivaci.
Sono tutte piccoli
edifici rustici, con due piani al massimo, con facciata simili e con
semplici finestre quadrate. L'unica cosa che ti permetterà di distinguerle
sono le diverse tonalità.
Le donne che chiacchierano
e ricamano sull'uscio delle porte e il loro buffo dialetto, il quale
ha la caratteristica di raddoppiare le consonanti, ti farà sentirà come
a casa!
Giallo, verde, rosso,
azzurro.......sono questi i colori con i quali le donne dell'isola
dipingevano le loro case mentre i loro uomini erano in mare, grazie a
questi colori scintillanti i pescatori potevano riconoscere da lontano la
propria casa quando si avvicinavano all'isola.
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Collocata a Sud-est di
Mazzorbo, con i suoi 5.000 abitanti è il più importante centro della
laguna nord.
Densamente urbanizzata, l'isola conserva poco del suo aspetto naturale.
Burano, o la Boreana, deve il nome ad una delle porte di Altino, da cui
venne fondata. Quando Torcello era una città, Burano ne era un vicus,
ovvero una borgata.
Una visita a Burano offre
spunti di assoluto interesse per i cromatismi delle sue abitazioni
popolari, dipinte con colori vivaci e contrastanti e per le sue attività
economiche, la produzione di merletti e la pesca.
La leggenda narra che proprio grazie ad un pescatore sia nata la
tradizionale produzione tessile artigiana. Costui infatti, avendo
resistito al canto delle sirene in nome della sua bella, che lo attendeva
a Burano, avrebbe ricevuto dalla regina dei flutti una corona di schiuma
per ornare il capo della sua sposa. Le amiche della diletta, invidiose e
conquistate dalla bellezza del velo, avrebbero cercato di imitarlo, dando
così inizio ad una scuola di tradizione centenaria.
A Burano vi sono anche importanti anche gli esempi di architettura sacra,
che sopravvivono solo in parte.
Erano quattro le costruzioni religiose esistenti fino all'età napoleonica
che cadevano sotto la diocesi di Torcello: Santa Maria delle Grazie, detta
le Cappuccine, ancora esistente ma sconsacrata, San Mauro, San Vito e San
Martino Vescovo, chiesa parrocchiale ancora esistente. Tutte queste
costruzioni sono da ritenersi di costruzione molto antica, poiché, da
fonti del XII secolo, risultano già tutte esistenti.
S. Maria delle Grazie (allora nota come S. Hadrianus) aveva annesso un
monastero con 7 oratori interni e sette altari a rappresentare le 7 chiese
di Roma e alte mura che circondavano il tutto.
Di S. Mauro, detta anche S. Moro, fondata nel 899, i manoscritti
seicenteschi ci descrivono la chiesa a triplice navata, il coro delle
monache e l'organo ornato da pitture. Il complesso venne ricostruito e
riconsacrato nel 1533.
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Il complesso monasteriale di S. Vito doveva essere abbastanza povero: la
chiesa era ad una sola navata, aveva tre altari e il coro delle monache,
il tutto in forma "ordinaria".
Nel 1806 vennero soppresse S. Mauro e S. Vito mentre S. Martino Vescovo,
che fu eretta nel 1500 e restaurata in periodi successivi, contiene tele
del '600 e del '700 tra cui un'interessante opera giovanile del Tiepolo,
"La crocifissione"
Il " buranello" più celebre, resta senz'altro Baldassarre
Galuppi, musicista barocco, cui è intitolata la piazza dell`isola dove è
possibile visitare la Scuola di Merletto (feriali 9-18, festivi 10-16,
tel. 041/730034).
La lavorazione del merletto con l'ago da cucire, non appoggiato ad alcun
tessuto sottostante, si sviluppò nell'isola all'inizio del '500.
Sono tipici del luogo il punto in aria, il punto a rosette e il punto
controtagliato, più pesante e solenne nelle ampie volute a rilievo.
La lavorazione subì un periodo di declino in seguito alla guerra
commerciale voluta dalla Francia e stava quasi per scomparire quando, alla
fine dell'800, per merito della popolana Cencia Scarpariola, i segreti
della lavorazione del merletto di Burano furono tramandati.
Da Burano è possibile raggiungere sia Torcello, con i mezzi dell'ACTV ,
sia San Francesco del Deserto, attraverso barconi privati |

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